{"id":2332,"date":"2026-03-31T12:41:59","date_gmt":"2026-03-31T12:41:59","guid":{"rendered":"https:\/\/fondazioneetagrande.org\/?page_id=2332"},"modified":"2026-04-01T20:39:42","modified_gmt":"2026-04-01T20:39:42","slug":"indice","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/fondazioneetagrande.org\/en\/indice\/","title":{"rendered":"Indice"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_text_color=&#8221;#4D5DF5&#8243; text_font_size=&#8221;35px&#8221; text_text_shadow_style=&#8221;preset2&#8243; text_text_shadow_color=&#8221;#C2C2C2&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Indice capitoli della carta dei diritti e dei doveri della comunit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_toggle title=&#8221;Preambolo 1 &#8211; Perch\u00e9 una Carta dei diritti dell\u2019anziano e dei doveri della societ\u00e0?&#8221; icon_color=&#8221;#4D5DF5&#8243; toggle_icon=&#8221;&#x3f;||divi||400&#8243; use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; icon_font_size=&#8221;25px&#8221; open_icon_color=&#8221;#4D5DF5&#8243; open_toggle_icon=&#8221;&#x3e;||divi||400&#8243; open_use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; open_icon_font_size=&#8221;25px&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; min_height=&#8221;54px&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; box_shadow_style=&#8221;preset2&#8243; box_shadow_color=&#8221;#8F8F8F&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<p>I diversi ordinamenti in tutto il pianeta, seppure con alcune notevoli eccezioni, mostrano un sostanziale ritardo nel riconoscimento specifico dei diritti della persona anziana. Basti pensare che la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo \u00e8 stata adottata nel 1989, ormai 46 anni fa, e quella sui diritti delle persone con disabilit\u00e0 \u00e8 stata adottata nel 2006. E\u2019 innegabile che le recenti trasformazioni demografiche hanno portato alla emersione di quella che possiamo chiamare la \u201cvecchiaia di massa\u201d. Si \u00e8 verificata, cio\u00e8, una transizione epocale da popolazioni giovani e giovanissime dove gli anziani rappresentavano quote trascurabili \u2013 ancora nell\u2019800 \u2013 ad una moderna distribuzione della popolazione che vede ormai quasi ovunque un cittadino su sei o addirittura uno su quattro superare i 65 anni di et\u00e0. Purtroppo, non si coglie quasi ma il valore di una conquista epocale \u2013 aver aggiunto 25-30 anni alla vita &#8211; ed anzi spesso si coglie la vecchiaia come uno scarto della vita civile, un tempo di perdita e naufragio, una condizione colta solo nelle espressioni della malattia ma non nel suo valore, quello che io chiamo di una et\u00e0 grande. Questa enorme trasformazione richiede un nuovo pensiero giuridico, culturale, umano ed economico che stenta ad affermarsi.<\/p>\n<p>E\u2019 vero, c\u2019\u00e8 una fragilit\u00e0 della condizione anziana. Ma \u00e8 un suo esclusivo appannaggio? E\u2019 interessante compararla con quella del minore, dei soggetti di et\u00e0 inferiore ai 16 anni, per i quali esiste invece un\u2019ampia e consolidata legislazione, a partire, come dicevo, dalla Convenzione ONU sui diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza (CRC 1989) con i suoi quattro principi di non discriminazione, di interesse superiore del bambino, del diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo, del diritto all\u2019ascolto e alla partecipazione. In particolare, all\u2019art. 6 della suddetta Convenzione si afferma che \u201cGli Stati parti riconoscono che ogni fanciullo ha un diritto inerente alla vita.\u201d Si riconosce, sebbene in modo non esplicito ma di tutta evidenza, che il fanciullo vive una<\/p>\n<p>condizione di vulnerabilit\u00e0 e fragilit\u00e0 tale da richiederne una protezione. Lo stesso pu\u00f2 affermarsi per l\u2019anziano, seppure con le proprie specificit\u00e0. La CRC tutela il diritto alla vita quando essa \u00e8 al principio del proprio sviluppo, quando si tratta dei nostri figli e nipoti. Vorremmo la stessa protezione quando tanto si \u00e8 vissuto e si torna ad essere fragili, a rischio, cio\u00e8 di frangersi ma con tanti anni \u2013 quelli che la transizione demografica ci ha donato \u2013 ancora da vivere. Insomma, vorremmo una protezione per i nostri padri e nonni. Occorre concepire la vecchiaia come una \u201cet\u00e0 grande\u201d in cui la fragilit\u00e0 convive con enormi potenzialit\u00e0, con la possibilit\u00e0 di contribuire ancora molto alla vita civile e sociale. La Carta illustra perci\u00f2 le basi di quella che potrebbe essere una Convenzione ONU per gli anziani, in tutta analogia a quella che tutela la vita del bambino. Essa si caratterizza inoltre perch\u00e9 identifica anche gli obblighi che ogni societ\u00e0 e &#8211; vorremmo \u2013 ogni paese assumesse in vista dell\u2019interesse superiore della sopravvivenza dell\u2019anziano in condizioni di dignit\u00e0 e inclusione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Su queste premesse, cari anziani, vorrei aprire con voi, in questa rubrica settimanale, un ampio dibattito. Pi\u00f9 di un dibattito: il<\/p>\n<p>vostro contributo vivo, esistenziale, umano alla stesura della Carta. Dico spesso che il peggior nemico degli anziani \u00e8 l\u2019idea che noi abbiamo della vecchiaia: un tempo di naufragio, dominato dal senso della decadenza, della perdita, della inutilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non \u00e8 cos\u00ec! Non pu\u00f2 essere cos\u00ec per noi perch\u00e9 altrimenti condanneremo i nostri figli e nipoti alla stessa sorte! Siamo invece, la prima generazione di una vecchiaia di massa, che deve interpretare questa et\u00e0 della vita, dare una risposta, per noi e per quelli che verranno dopo di noi, di come questo tempo pu\u00f2 e deve essere vissuto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci sono diritti da difendere, ma prima ancora dobbiamo difendere il diritto a esistere, e ad esistere con un privilegio: io credo la nostra sia l\u2019et\u00e0 della libert\u00e0 e della generosit\u00e0. Vecchi liberi e generosi nel voler bene. Liberi di aiutare gli altri, come e quando possiamo, magari con la preghiera, o con la propria memoria e la storio, oppure con l\u2019impegno del volontariato, o con il nostro aiuto ai nipoti, o con il sostegno economico ai figli o\u2026. in tanti altri modi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si apre qui uno spazio per voi, per una consapevolezza nuova della vecchiaia, raccontate le vostre storie, i vostri problemi, le vostre risposte, condividetele e facciamone una storia comune e una rivolta comune all\u2019idea di vecchiaia come scarto!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A voi la parola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mons. Vincenzo Paglia<\/p>\n<p>[\/et_pb_toggle][et_pb_toggle title=&#8221;Preambolo 2&#8243; icon_color=&#8221;#4D5DF5&#8243; toggle_icon=&#8221;&#x3f;||divi||400&#8243; use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; icon_font_size=&#8221;25px&#8221; open_icon_color=&#8221;#4D5DF5&#8243; open_toggle_icon=&#8221;&#x3e;||divi||400&#8243; open_use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; open_icon_font_size=&#8221;25px&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; box_shadow_style=&#8221;preset2&#8243; box_shadow_color=&#8221;#8F8F8F&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>La carta si articola in cinque sezioni e vuole abbracciare problemi e prospettive della vita dell anziano in ogni contesto,<br \/>allargando lo sguardo all intero pianeta, senza dimenticare le specificit! delle diverse situazioni sociali, economiche, culturali e geografiche.<br \/>Nel I Titolo, &#8220;Per il rispetto della dignit\u00e0 della persona anche nella terza et\u00e0 si evidenzia subito un approccio che, se da una<br \/>parte rende l&#8217;anziano titolare di alcuni diritti, dall&#8217;altra evidenzia i doveri di familiari, operatori e vicini nonch\u00e8 le responsabilit\u00e0 dei<br \/>servizi e delle istituzioni. Siamo infatti consapevoli che i diritti non sopravvivono senza una difesa attiva nella societ\u00e0 civile e<br \/>nella politica, senza una assunzione personale e collettiva, senza un pensiero comunitario. Il primo capitolo della Carta,<br \/>dedicato alla tutela della dignit\u00e0 delle persone anziane, fissa due importanti principi: &lt;&lt;1.1 La persona anziana ha il diritto di<br \/>determinarsi in maniera indipendente, libera, informata e consapevole con riferimento alle scelte di vita e alle decisioni principali<br \/>che lo riguardano. 1.2 dovere dei familiari e di quanti interagiscono con la persona anziana fornirgli in ragione delle sue<br \/>condizioni fisiche e cognitive tutte le informazioni e conoscenze necessarie per una autoderminazione libera, piena e consapevole.&gt;&gt;<br \/>Diritti e doveri qui concorrono a lavorare per un contesto dove la libert\u00e0 di scelta non sia una parola vuota, diritto sulla carta. E<br \/>viene individuato nello stesso tempo uno dei pi\u00f9 grandi problemi della vita da anziani: la privazione della possibilit\u00e0 di scegliere.<br \/>Lo spiega bene il commento ai due articoli: &lt;&lt;Nella terza et\u00e0 si entra spesso in un cono d&#8217;ombra, determinato apparentemente<br \/>dalle condizioni di salute e dalla fragilit\u00e0, in realt\u00e0 espressione di un pregiudizio di etarismo, secondo cui le persone anziane<br \/>non hanno pi\u00f9 capacit\u00e0 di decisione autonoma, cos\u00ec come quella di gestione indipendente della propria vita. necessario<br \/>distinguere una valutazione di dipendenza fisica o cognitiva dalla presunta incapacit! di decisione, spesso trasformata in implicita interdizione.<br \/>Il fatto che una persona anziana abbia perso alcune capacit! fisiche e strumentali per vivere la vita quotidiana (lavarsi,<br \/>alimentarsi, far uso del denaro, dei mezzi di trasporto, ecc.) non deve tramutarsi automaticamente in un giudizio di incapacit! di<br \/>decidere, ed essere automaticamente sostituito dalle decisioni della famiglia, dei caregiver o dell amministratore di sostegno,<br \/>abusi che ricorrono ad esempio quando si impedisce alla persona anziana di scegliere il tipo e la qualit! di cibo, di disporre dei<br \/>propri documenti di identit! o di pagamento elettronico.&gt;&gt;<br \/>Permettetemi una notazione a partire sul grande dibattito che ebbe luogo sul green pass, sull obbligo vaccinale, che anim* le<br \/>pagine dei giornali come possibile violazione alle libert\u00e0 personali., Non si discute affatto sulla ben pi\u00f9 radicale mancanza di<br \/>libert\u00e0 presso gli anziani, soprattutto di quelli istituzionalizzati. Una inchiesta del New York Times, dell 11 Settembre 2021,<br \/>descriveva l&#8217;uso di farmaci antipsicotici sistematicamente somministrati agli anziani ospiti delle nursing home, dei meccanismi<br \/>per aggirare le norme di legge, dei motivi e degli effetti. Si tratta di un tragico utilizzo della contenzione chimica, esteso al 21%<br \/>degli ospiti delle case di riposo negli Stati Uniti. Una delle scorciatoie utilizzate, ad esempio, \u00e8 quella di fare diagnosi di<br \/>schizofrenia, utilizzata in 1 anziano ogni 9 in queste strutture, mentre a livello della popolazione generale il dato si ferma ad 1<br \/>su 150, una discrepanza enorme. Oltre 200.000 anziani nelle case di riposo statunitensi hanno ricevuto diagnosi e &#8220;cure&#8221;. Il<br \/>fenomeno non \u00e8 nuovo se si pensa che ad indagare su di esso, \u00e8 stata una Commissione senatoriale del lontano 1976<br \/>dall eloquente titolo: &#8220;Nursing Home Care in the United States: failure in Public Policy&#8221;.<br \/>La contenzione chimica \u00e8 diffusa anche in Italia. Non se ne conoscono le esatte dimensioni e rappresenta un esempio davvero<br \/>scandaloso di privazione delle libert\u00e0 personali. <span>\u00c8<\/span> il baratro in cui cadono tanti anziani in strutture, in particolare quelle abusive,<br \/>che utilizzano la contenzione chimica per risolvere i problemi di carenza di personale, di opacit\u00e0 della pianta organica, di<br \/>utilizzo del precariato fra case di riposo diverse e via dicendo. La Commissione per la riforma della assistenza agli anziani,<br \/>attraverso la Carta, vuole ribadire i diritti degli anziani, denunciando gli abusi e prospettando il nuovo orizzonte in cui iscrivere il futuro degli anziani.<br \/>La condanna della contenzione \u00e8 chiara anche nell art. 3.6 &#8220;La persona anziana ha il diritto alla salvaguardia della propria<br \/>integrit\u00e0 psico-fisica e di essere preservato da ogni forma di violenza fisica e morale e di forme improprie di contenzione fisica,<br \/>farmacologica e ambientale, nonch\u00e8 di abuso e di negligenza intenzionale o non intenzionale.&#8221;<br \/>Il relativo commento propone addirittura la soluzione possibile: &lt;&lt;Particolarmente importante appare la lotta a tutte le forme<br \/>improprie di contenzione fisica, farmacologica e ambientale.<br \/>Tale protezione dovrebbe essere assicurata indipendentemente dal fatto che violenze, abusi, negligenze avvengano in casa,<br \/>all&#8217;interno di un&#8217;istituzione o altrove.<br \/>La pi\u00f9 efficace forma di prevenzione di questo tipo di abusi non \u00e8 rappresentata dal ricorso a mere forme di controllo tecnologico<br \/>quale ad esempio l utilizzo delle videocamere, ma dalla possibilit! di coltivare anche nei luoghi di cura la vita di relazioni e<br \/>l interazione con l esterno da parte delle persone anziane: la presenza di visitatori e di volontari costituisce la miglior protezione<br \/>contro gli abusi che possono perpetrarsi in spazi chiusi.&gt;&gt;<\/p>\n<p>[\/et_pb_toggle][et_pb_toggle title=&#8221;Preambulo 3 &#8211; I diritti ad una assistenza responsabile&#8221; icon_color=&#8221;#4D5DF5&#8243; toggle_icon=&#8221;&#x3f;||divi||400&#8243; use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; icon_font_size=&#8221;25px&#8221; open_icon_color=&#8221;#4D5DF5&#8243; open_toggle_icon=&#8221;&#x3e;||divi||400&#8243; open_use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; open_icon_font_size=&#8221;25px&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; box_shadow_style=&#8221;preset2&#8243; box_shadow_color=&#8221;#8F8F8F&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Anche il quarto capitolo, nei suoi primi due articoli, disegna diritti e doveri per una assistenza responsabile affermando che<br \/>&lt;&lt;10.1 La persona anziana ha il diritto di concorrere alla definizione dei percorsi di cura, delle tipologie di trattamento e di<br \/>scegliere le modalit\u00e0 di erogazione dell&#8217;assistenza sanitaria e sociosanitaria. Le istituzioni e gli operatori sanitari e sociosanitari<br \/>hanno il dovere di prospettare alla persona anziana tutte le opzioni disponibili per l&#8217;erogazione dell&#8217;assistenza sanitaria e<br \/>sociosanitaria.&gt;&gt;<br \/>C&#8217;\u00e8 un diritto alla conoscenza delle possibili alternative, dei pro e dei contra di ciascuna, nella moderna complessit\u00e0 dei<br \/>percorsi terapeutici. Si potrebbe dire che anche nel campo della assistenza occorre formulare un consenso informato,<br \/>indispensabile presidio al rischio di informazioni errate quando non apertamente contraffatte, o semplicemente alla mancanza<br \/>delle stesse. <span>\u00c8<\/span> esattamente in questa direzione che muovono gli articoli successivi disponendo che &lt;&lt;10.3 Alla persona<br \/>anziana deve essere garantito il diritto al consenso informato in relazione ai trattamenti sanitari cos\u00ec come previsto dalla<br \/>normativa vigente. 10.4. La persona anziana ha diritto a cure di alta qualit\u00e0 e a trattamenti adatti ai suoi personali bisogni e<br \/>desideri. 10.5. La persona anziana ha diritto all&#8217;accesso appropriato ed effettivo ad ogni prestazione sanitaria ritenuta<br \/>necessaria in relazione al suo stato di salute. 10.6. La persona anziana ha diritto di essere accudito e curato nell&#8217;ambiente che<br \/>meglio garantisce il recupero della funzione lesa.&gt;&gt;<br \/>Illuminanti a questo proposito sono gli esempi riportati nel relativo commento: &lt;&lt;frequenti sono i casi in cui per l&#8217;erogazione di un<br \/>trattamento sanitario \u00e8 richiesto impropriamente il consenso all&#8217;amministratore di sostegno anche laddove la persona anziana<br \/>risulti capace di esprimerlo, cos\u00ec come i casi in cui le informazioni sullo stato di salute vengono fornite solamente ai parenti e<br \/>non alle persone anziane interessate n\u00e9 ad altri soggetti da queste indicati.&gt;&gt;<br \/>I successivi articoli mirano a garantire agli anziani cure della stessa qualit\u00e0 offerte ai pi\u00f9 giovani; che i setting assistenziali non<br \/>producano, paradossalmente, disabilit\u00e0 o perdita della autosufficienza; che le terapie e l&#8217;assistenza abbiano sempre anche<br \/>obiettivi di recupero e di ritorno alle condizioni di salute e di vita precedenti. Erogare l&#8217;assistenza domiciliare rappresenta in s\u00e8<br \/>una garanzia: sappiamo bene infatti come la istituzionalizzazione rappresenta un fattore intrinseco di invalidit\u00e0 fisica e mentale:<br \/>il cosiddetto allettamento, gli stati di confusione che accompagnano inevitabilmente il distacco da casa, la immobilit\u00e0 cui si \u00e8<br \/>costretti, il cambio di alimentazione, i diversi ritmi del sonno, la povert\u00e0 delle attivit\u00e0 che \u00e8 possibile svolgere, l&#8217;isolamento<br \/>sociale oggettivo, solo per citare le variabili pi\u00f9 significative. <span>\u00c8<\/span> questa la ratio degli articoli che seguono: &lt;&lt;11.2. Gli operatori<br \/>sanitari e sociosanitari hanno il dovere di mantenere l&#8217;indipendenza e l&#8217;autonomia della persona anziana bisognosa di cure.<br \/>11.3 Gli operatori sanitari e sociosanitari hanno il diritto di conseguire una formazione professionale adeguata alle esigenze<br \/>delle persone anziane.&gt;&gt;<\/p>\n<p>[\/et_pb_toggle][et_pb_toggle title=&#8221;preambolo 4&#8243; icon_color=&#8221;#4D5DF5&#8243; toggle_icon=&#8221;&#x3f;||divi||400&#8243; use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; icon_font_size=&#8221;25px&#8221; open_icon_color=&#8221;#4D5DF5&#8243; open_toggle_icon=&#8221;&#x3e;||divi||400&#8243; open_use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; open_icon_font_size=&#8221;25px&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; box_shadow_style=&#8221;preset2&#8243; box_shadow_color=&#8221;#8F8F8F&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Il capitolo 2 dedicato alla condizione anziana nella sua povert\u00e0 ed ispirato ai principi enunciati dalla Nazioni Unite. Infatti, il<br \/>Titolo II &#8211; Indipendenza e Protezione nella fragilit\u00e0 della vecchiaia afferma negli art. 5 e 5.1 il diritto al sostentamento e alla<br \/>tutela del reddito e quello al proprio sostentamento, in particolare ad un accesso sicuro al cibo, all&#8217;acqua, ad un riparo, ad un<br \/>abbigliamento ed una assistenza adeguati. Ci si ispira, cio , ai &#8220;United Nations Principles for Older Persons&#8221;, adottati<br \/>dall&#8217;Assemblea Generale con la risoluzione 46\/91 del 16 dicembre 1991, che in uno sguardo ampio e consapevole, coglievano i<br \/>problemi emergenti di una vecchiaia che in Asia, Africa e America Latina era colpita non solo dalla malattia e fragilit\u00e0 ma anche<br \/>da una condizione di povert\u00e0 e precariet\u00e0 da cui andava difesa. In questo senso particolarmente acute si fanno le disparit\u00e0 fra<br \/>over 65 nei diversi contesti, tali da richiedere, oltre alla enunciazione di principi un pi\u00f9 forte e vincolante approccio, proprio quello<br \/>di una convenzione fra stati membri.<\/p>\n<p>[\/et_pb_toggle][et_pb_toggle title=&#8221;Preambulo 5 &#8211; Il diritto ad una vita attiva di relazione&#8221; icon_color=&#8221;#4D5DF5&#8243; toggle_icon=&#8221;&#x3f;||divi||400&#8243; use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; icon_font_size=&#8221;25px&#8221; open_icon_color=&#8221;#4D5DF5&#8243; open_toggle_icon=&#8221;&#x3e;||divi||400&#8243; open_use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; open_icon_font_size=&#8221;25px&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; box_shadow_style=&#8221;preset2&#8243; box_shadow_color=&#8221;#8F8F8F&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>L\u2019incipit della terza sezione \u00e8 interamente dedicato alla garanzia di una vita di relazione, alla libert\u00e0 di scelta della forma di convivenza, alla lotta alle discriminazioni ed al sostegno di chi si prende cura degli anziani, affermando che \u00ab3.1 La persona anziana ha il diritto di avere una vita di relazione attiva. 3.2 La persona anziana ha diritto di vivere con chi desidera. 3.3 Istituzioni e societ\u00e0 hanno il dovere di evitare nei confronti delle persone anziane ogni forma di reclusione, ghettizzazione, isolamento che impedisca loro di interagire liberamente con le persone di tutte le fasce di et\u00e0 presenti nella popolazione. 3.4 \u00c8 dovere delle istituzioni garantire il sostegno ai nuclei familiari che hanno anziani al proprio interno e che intendono continuare a favorire la vita in convivenza. 3.5 Istituzioni e societ\u00e0 hanno il dovere di garantire la continuit\u00e0 affettiva delle persone anziane attraverso visite, contatti e frequentazioni con i propri parenti o con coloro con cui si hanno relazioni affettive\u00bb.<\/p>\n<p>Si intrecciano qui tre temi di estremo rilievo: la consapevolezza che l\u2019anziano nella sua fragilit\u00e0 dipende ancor pi\u00f9 dalle relazioni e dall\u2019affetto, da una rete di contatti quotidiani che lo circonda e lo sostiene, la lotta ad ogni forma di emarginazione e di esclusione, il sostegno a chi lo sostiene. La letteratura scientifica \u00e8 ricca di studi che dimostrano la forte associazione tra solitudine e malattie cardiovascolari, perdita della autonomia, demenza, depressione e molti altri disturbi negli over 65. Per questo \u00e8 ancora pi\u00f9 grave il fatto che molti siano lasciati soli in una incuria sociale che diviene presto e inesorabilmente domanda sanitaria. Spesso sono lasciati soli anche i familiari e i caregiver, quei numerosi e preziosi sostegni che per\u00f2 devono portare avanti il resto della famiglia, lavorare e provvedere alle necessit\u00e0 dei propri cari senza aiuto.<\/p>\n<p>[\/et_pb_toggle][et_pb_toggle title=&#8221;Preambolo 6&#8243; icon_color=&#8221;#4D5DF5&#8243; toggle_icon=&#8221;&#x3f;||divi||400&#8243; use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; icon_font_size=&#8221;25px&#8221; open_icon_color=&#8221;#4D5DF5&#8243; open_toggle_icon=&#8221;&#x3e;||divi||400&#8243; open_use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; open_icon_font_size=&#8221;25px&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; box_shadow_style=&#8221;preset2&#8243; box_shadow_color=&#8221;#8F8F8F&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Con il titolo V la carta prova a disegnare garanzie per tutti: che non manchino le cure, che esse abbiano l\u2019obiettivo di guarire, quando possibile, che ci si occupi sempre di alleviare ogni forma di sofferenza e dolore. Quest\u2019ultimo punto \u00e8 stato ritenuto cos\u00ec importante dalla Commissione, da essere inserito in realt\u00e0 in un capitolo dedicato, dove troviamo il seguente testo: \u00abLa persona anziana ha il diritto di accedere alle cure palliative, nel rispetto dei principi di conservazione della dignit\u00e0, del controllo del dolore e della sofferenza sia essa fisica, mentale o psicologica, fino alla fine della vita. Nessuno dovrebbe essere abbandonato sulla soglia dell\u2019ultimo passaggio\u00bb.<\/p>\n<p>Esso \u00e8 accompagnato dal seguente commento: \u00abIl crescente invecchiamento della popolazione, l\u2019evoluzione del quadro epidemiologico e i progressi della scienza medica rendono sempre pi\u00f9 attuale la necessit\u00e0 di garantire alle persone anziane un adeguato accesso alle cure palliative ed un rinnovato sostegno umano, sociale e spirituale. Come evidenziato dalla letteratura internazionale di riferimento, accanto agli elementi generali su cui si fondano le cure palliative (identificazione precoce, multidimensionalit\u00e0 della valutazione e delle cure, continuit\u00e0 delle cure e pianificazione individualizzata dei percorsi di cura e assistenza), occorre considerare la specificit\u00e0 dei bisogni espressi dai malati anziani e le modalit\u00e0 con cui questi bisogni si manifestano. In tal senso, occorre considerare che la solitudine \u00e8 sempre una condizione dura, ma nei momenti della debolezza e della malattia lo \u00e8 ancor pi\u00f9. Con il dolore \u00e8 insopportabile; si preferisce la morte al soffrire da soli. La richiesta della eutanasia spesso parte di qui. I familiari, i corpi sociali, la collettivit\u00e0, hanno il dovere di non delegare alla sola dimensione medica le necessit\u00e0 del morente, ma di accompagnarlo degnamente e affettuosamente negli ultimi tempi della vita\u00bb.<\/p>\n<p>La lotta al dolore attraversa tutti i capitoli del nostro testo: essa \u00e8 insieme diritto, tutela di assistenza e cura, accompagnamento umano e sociale nella consapevolezza che il dolore non pu\u00f2 e<\/p>\n<p>non deve essere vissuto in solitudine. Da questo desiderio che \u00e8 di tutti, semplicemente di essere curati nel migliore dei modi, e accompagnati nelle diverse difficolt\u00e0 della vita, nasce la proposta della Commissione di un modello nuovo di cura, vicino alle abitazioni, attento al sociale, preoccupato della prevenzione, alla ricerca di sinergie. Cito solo l\u2019 Art. 12 sul diritto all\u2019accompagnamento e alla relazione umana:<\/p>\n<p>12.1. Ogni anziano ha il diritto di essere accompagnato, ascoltato e sostenuto nel fine vita.<\/p>\n<p>12.2. La societ\u00e0 deve garantire presenza solidale, conforto, rispetto dei suoi bisogni spirituali, relazionali ed esistenziali.<\/p>\n<p>12.3. La societ\u00e0 ha il dovere di promuovere la relazione e la comunicazione personalizzata, evitando l\u2019isolamento sociale e familiare dell\u2019anziano.<\/p>\n<p>Art. 14 Il diritto a cure palliative, terapia del dolore e sollievo della sofferenza.<\/p>\n<p>Insomma, si tratteggia un orizzonte umano in cui anche la morte, la nostra fine, assume un tratto solidale, rispettoso, amorevole, di vero accompagnamento.<\/p>\n<p>[\/et_pb_toggle][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Indice capitoli della carta dei diritti e dei doveri della comunit\u00e0.I diversi ordinamenti in tutto il pianeta, seppure con alcune notevoli eccezioni, mostrano un sostanziale ritardo nel riconoscimento specifico dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"class_list":["post-2332","page","type-page","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - 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