Nel consorzio VIVANET guidato dall’Università di Roma Tor Vergata — primo per punteggio nell’Area Centro — la Fondazione firma i contenuti della Web TV, strumento cardine per contrastare solitudine, scarsa aderenza terapeutica e declino cognitivo negli ultraottantenni
Roma, 5 luglio 2026 — La Fondazione Età Grande entra ufficialmente nel gruppo dei soggetti vincitori del bando AGENAS in materia di soluzioni di telemedicina per i grandi anziani, la più ampia sperimentazione mai realizzata in Italia sulla sanità preventiva domiciliare rivolta agli ultraottantenni. Su 146 progetti pervenuti, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ne ha selezionati 58, che coinvolgeranno circa 60.000 grandi anziani su tutto il territorio nazionale, con un finanziamento complessivo di quasi 150 milioni di euro del PNRR (Missione 6, Componente 1, sub-investimento 1.2.3) e un costo standard di 2.458 euro per persona presa in carico su 18 mesi.
La Fondazione Età Grande partecipa al consorzio VIVANET, guidato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata come capofila, classificato primo per punteggio nell’Area Centro della selezione AGENAS. Il progetto prenderà in carico circa 4.700 ultraottantenni nei territori di riferimento e propone un modello di intervento fondato sulla personalizzazione della presa in carico, sul monitoraggio attivo territoriale, sulla stratificazione dinamica della fragilità e sulla riduzione di isolamento, declino cognitivo, errori terapeutici e ospedalizzazioni evitabili (Sky TG24).
Alla Fondazione Età Grande, all’interno del consorzio VIVANET, è affidato un ruolo qualificante e trasversale: la produzione dei contenuti della Web TV, il canale interattivo che entra direttamente nelle case degli anziani attraverso strumenti innovativi che comunque ricordano la televisione — l’oggetto domestico più familiare per gli ultraottantenni — e che rappresenta, all’interno del progetto, molto più di un supporto tecnologico.
Una televisione che si fa compagna di vita
La Web TV è pensata per essere uno strumento fondamentale di connessione: un ponte quotidiano fra l’anziano e la comunità di cura, di famiglia, di amicizia. In un’età in cui il rischio di isolamento sociale, scarsa aderenza terapeutica e declino cognitivo si intreccia in modo devastante, un’interfaccia semplice, calda, riconoscibile può fare la differenza fra una vecchiaia subita e una vecchiaia abitata.
La Fondazione porta in questo progetto la propria visione: la Web TV non deve essere un dispositivo, ma un compagno della vita di tanti ultraottantenni, capace di aiutarli in un invecchiamento in salute e in una positiva traiettoria di inclusione sociale, culturale e umana. Contenuti pensati per accompagnare il ritmo lento della giornata dell’anziano — momenti di formazione sulla salute, promemoria terapeutici che diventano dialogo, letture, musica, incontri, testimonianze, memorie condivise, piccole comunità di ascolto — costruiti con il linguaggio dell’esperienza e non con quello dell’istituzione.
La prima grande sperimentazione della Legge 33
Il bando AGENAS è la prima grande applicazione operativa della Legge 23 marzo 2023 n. 33 — la legge delega sugli anziani fortemente voluta dal Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Mons. Vincenzo Paglia, e dalla Commissione da lui presieduta. Una legge che, come ricorda spesso il Presidente, non è nata per gestire la vecchiaia ma per reinventarla.
«Con questo bando», sottolinea Mons. Paglia, «vogliamo dimostrare due cose insieme. La prima: che la prevenzione negli anziani rappresenta finalmente un intervento nuovo e positivo del nostro sistema sanitario e assistenziale — non più un capitolo residuale, ma una politica di sanità pubblica. La seconda, e ancor più decisiva: che oggi abbiamo finalmente in mano gli strumenti per inventare la vecchiaia. Perché sia una stagione della vita senza esclusioni, serena, accompagnata e produttiva».
Un cambio di paradigma
L’iniziativa si inserisce in una prospettiva di lungo respiro che la Fondazione Età Grande porta avanti da anni: superare la retorica assistenzialistica sulla vecchiaia per costruire un modello integrato di sanità preventiva, tecnologia gentile e cura relazionale. La Web TV, in questo quadro, è il tassello che rende visibile e domestica l’intera architettura del progetto — il punto in cui la telemedicina esce dagli schermi degli specialisti ed entra nelle case, con un volto amico.
I 60.000 grandi anziani che nei prossimi 18 mesi saranno presi in carico dai 58 progetti selezionati (32 al Nord, 13 al Centro, 13 al Sud) — di cui 4.700 nell’ambito del consorzio VIVANET guidato da Tor Vergata — non sono soltanto destinatari di un servizio: sono i protagonisti di un cambio di paradigma culturale, quello che la Legge 33 ha inaugurato e che ora, grazie a questo bando, comincia a prendere forma concreta.
La Fondazione Età Grande contribuirà con la propria esperienza in gerontologia, con la rete di autori, esperti clinici e operatori culturali che collaborano con l’ente, e con l’obiettivo di consegnare al termine della sperimentazione un modello di Web TV replicabile e scalabile a livello nazionale — perché ciò che nasce in questi 18 mesi diventi, nei mesi successivi, patrimonio del Servizio Sanitario Nazionale e delle comunità territoriali.