La Fondazione Età Grande si presenta
La Bellezza di essere Vecchi.
La Bellezza di inventare una Vita Nuova
Associati con noi e vivi l’Età Grande.
Realizziamo insieme quella grande alleanza tra giovani e anziani per dare un senso ed una forza a queta parte della nostra vita.
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Contenuti
News e Rassegna Stampa
A proposito di abusi sugli anziani. USA, al centro del dibattito la necessità di ripristinare standard minimi di personale per le strutture residenziali.
Età grande nasce per proteggere vita e dignità degli anziani. Per questo non mancheremo di riportare le notizie che a livello planetario riguardano il tema. Non sono solo e sempre cattive notizie, come dimostra la discussione politica negli USA. Negli Stati Uniti la...
Eventi ed Incontri
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Il Vangelo della domenica di Monsignor Paglia
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 4,5-15
In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna -, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».
Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
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La Carta dei Dititti degli Anziani
Perché la vita più lunga che ci è donata da anziani sia difesa, amata e serena
La Fondazione si propone l’obiettivo di promuovere e garantire i diritti della persona anziana ed i relativi doveri della comunità.
In questo orizzonte che pone al centro della riflessione sugli anziani la persona, con i suoi bisogni e le sue fragilità, la Fondazione intende promuovere con creatività e intelligenza nuove e più sagge politiche in favore dell’anziano, in tema di lavoro, cultura e formazione, sanità pubblica, protezione economica, invecchiamento attivo e inserimento sociale.
In tal senso promuove anche la ricerca e la valorizzazione di iniziative tese a migliorare la condizione degli over 65 promuovendone lo sviluppo ed attivando ogni tipo di contrasto alla discriminazione, alla emarginazione, alla solitudine ed all’isolamento sociale, consapevole della necessità di una difesa della permanenza di chi è avanti negli anni presso la propria abitazione, luogo della sua storia e identità.
Vede la luce la Carta dei Diritti degli Anziani e dei Doveri della Comunità
“Occorre concepire la vecchiaia come una “età grande” in cui la fragilità convive con enormi potenzialità, con la possibilità di contribuire ancora molto alla vita civile e sociale”. La Carta dei Diritti degli Anziano e dei Doveri della Comunità illustra le basi di quella che potrebbe essere una Convenzione ONU per gli anziani, in tutta analogia a quella che tutela la vita del bambino. La Carta identifica anche gli obblighi che ogni società e – vorremmo – ogni Paese assumesse in vista dell’interesse superiore della sopravvivenza dell’anziano in condizioni di dignità e inclusione.


