La Fondazione Età Grande si presenta
La Bellezza di essere Vecchi.
La Bellezza di inventare una Vita Nuova
Associati con noi e vivi l’Età Grande.
Realizziamo insieme quella grande alleanza tra giovani e anziani per dare un senso ed una forza a queta parte della nostra vita.
La Bellezza di essere Vecchi.
La Bellezza di inventare una Vita Nuova
Associati con noi e vivi l’Età Grande.
Realizziamo insieme quella grande alleanza tra giovani e anziani per dare un senso ed una forza a queta parte della nostra vita.
Contenuti
News e Rassegna Stampa
Pubblichiamo il contributo di Monsignor Paglia pubblicato sul quotidiano L’Avvenire del 9 marzo 2026. I decessi in ambito sanitario e la silenziosa strage degli anziani.
I casi recenti, ancora oggetto di indagine, fanno riflettere su tante morti che parlano di abusi e abbandono. Un fenomeno che si fa dimensione quotidiana per tanti uomini e donne vecchi. E’ questo il destino che aspettiamo per noi? Le cronache ci parlano di un...
Eventi ed Incontri
Monsignor Vincenzo Paglia presenta la Fondazione Età Grande
Giovedì 23 aprile 2026 | Ore 17:30 – diretta online

Il Vangelo della domenica di Monsignor Paglia
Dal Vangelo secondo Giovanni - 20,1-9
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro al mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
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Il modo più semplice è immediato è DONARE.
La tua donazione consentirà di supportare il lavoro presso le istituzioni perché vengano messe in atto politiche e attuati provvedimenti a favore delle persone anziane. In Italia come in Europa, come nel mondo. Puoi effettuare il versamento del tuo contributo utilizzando questo iban IT31O0306909606100000194500 Ti verrà inviato un certificato di donatore che potrai utilizzare per le detrazioni fiscali che la normativa fiscale consente.
Poi c’è un modo più coinvolgente che è quello di partecipare.
Puoi associarti all’Associazione Età Grande e costruire insieme a noi un grande movimento per la rappresentanza e la forza di questa parte della popolazione che sta ricostruendo la propria identità ed una nuova visione per questa parte della vita. Sarà un percorso nuovo ed entusiasmante.
La Carta dei Dititti degli Anziani
Perché la vita più lunga che ci è donata da anziani sia difesa, amata e serena
La Fondazione si propone l’obiettivo di promuovere e garantire i diritti della persona anziana ed i relativi doveri della comunità.
In questo orizzonte che pone al centro della riflessione sugli anziani la persona, con i suoi bisogni e le sue fragilità, la Fondazione intende promuovere con creatività e intelligenza nuove e più sagge politiche in favore dell’anziano, in tema di lavoro, cultura e formazione, sanità pubblica, protezione economica, invecchiamento attivo e inserimento sociale.
In tal senso promuove anche la ricerca e la valorizzazione di iniziative tese a migliorare la condizione degli over 65 promuovendone lo sviluppo ed attivando ogni tipo di contrasto alla discriminazione, alla emarginazione, alla solitudine ed all’isolamento sociale, consapevole della necessità di una difesa della permanenza di chi è avanti negli anni presso la propria abitazione, luogo della sua storia e identità.
Vede la luce la Carta dei Diritti degli Anziani e dei Doveri della Comunità
“Occorre concepire la vecchiaia come una “età grande” in cui la fragilità convive con enormi potenzialità, con la possibilità di contribuire ancora molto alla vita civile e sociale”. La Carta dei Diritti degli Anziano e dei Doveri della Comunità illustra le basi di quella che potrebbe essere una Convenzione ONU per gli anziani, in tutta analogia a quella che tutela la vita del bambino. La Carta identifica anche gli obblighi che ogni società e – vorremmo – ogni Paese assumesse in vista dell’interesse superiore della sopravvivenza dell’anziano in condizioni di dignità e inclusione.


